IBM annuncia una nuova architettura per il quantum-centric supercomputing
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La nuova architettura di riferimento delinea un percorso pratico e scalabile per combinare informatica quantistica, classica e intelligenza artificiale
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Le scoperte scientifiche in chimica, scienza dei materiali e simulazione molecolare si stanno spingendo oltre i limiti dei sistemi classici, guidati da un approccio incentrato sulla computazione quantistica
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L’architettura di IBM unisce informatica quantistica, classica e intelligenza artificiale attraverso software aperti e workflow coordinati
YORKTOWN HEIGHTS, N.Y., 12 marzo 2026
Oggi IBM ha presentato la prima architettura di riferimento per il quantum-centric supercomputing, per integrare i computer quantistici nell’attuale panorama dei supercomputer. L’architettura evidenzia come i processori quantistici possono lavorare insieme a GPU e CPU, nei sistemi on-premise, nei centri di ricerca e in cloud, per affrontare sfide scientifiche che nessun singolo approccio informatico può risolvere da solo.
Disegnata per i workload attuali ma sufficientemente flessibile da evolversi al loro variare, l’architettura riunisce sistemi quantistici e classici in un ambiente di elaborazione unificato. Combina hardware quantistico con l’infrastruttura classica ad alte prestazioni, inclusi cluster di CPU e GPU, reti ad alta velocità e storage condiviso per supportare workload computazionalmente intensivi e la ricerca di nuovi algoritmi.
Inoltre, l’approccio di IBM consente workload coordinati che uniscono l’informatica quantistica a quella classica. L’orchestrazione integrata e i framework software aperti, tra cui Qiskit, consentono a sviluppatori e scienziati di accedere alle funzionalità quantistiche attraverso strumenti e workload conosciuti, semplificando l’applicazione del quantum computing a problemi reali in settori come la chimica, la scienza dei materiali e l’ottimizzazione.
“Più di quattro decenni fa, il fisico teorico americano e premio Nobel Richard Feynman immaginò un computer capace di simulare la fisica quantistica. Da allora, IBM lavora per dare vita a quel sogno,” ha dichiarato Jay Gambetta, Direttore di IBM Research e IBM Fellow. “I computer quantistici di oggi hanno dimostrato la loro capacità di affrontare le parti dei problemi scientifici governate dalla meccanica quantistica, dalla chimica, dal comportamento molecolare e da dinamiche complesse. Il futuro di questi ambiti di ricerca risiede nel quantum-centric supercomputing, in cui i processori quantistici collaborano con il calcolo ad alte prestazioni classico per risolvere problemi che oggi non sono affrontabili. IBM oggi sta sviluppando la tecnologia e i sistemi che trasformeranno questo futuro dell’informatica in realtà.”
Gli scienziati stanno già utilizzando i computer quantistici di IBM in architetture quantum-centric per fornire risultati accurati in esperimenti reali. I risultati recenti rappresentano una delle prove più concrete del fatto che i sistemi quantistici, combinati con quelli classici, possono accelerare le scoperte scientifiche:
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I ricercatori di IBM, dell’Università di Manchester, dell’Università di Oxford e dell’Università di Ratisbona hanno creato una molecola half-Möbius, la prima del suo genere, verificando la sua insolita struttura elettronica con un computer quantistico.
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La Cleveland Clinic ha simulato una mini-proteina “tryptophan‑cage” composta da 303 atomi, uno dei più grandi modelli molecolari mai eseguiti su un computer quantistico.
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Un team composto da IBM, RIKEN e l’Università di Chicago ha scoperto lo stato di energia più basso dei sistemi quantistici ingegnerizzati, superando alcuni approcci che utilizzano solo metodi classici.
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RIKEN e gli scienziati di IBM hanno realizzato una delle simulazioni più estese di cluster ferro-zolfo, molecola fondamentale nella biologia e nella chimica, grazie al continuo scambio di dati tra i 152.064 nodi di calcolo classici del supercomputer Fugaku di RIKEN e un processore IBM Quantum Heron installato nello stesso centro di calcolo.
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Algorithmiq, il Trinity College di Dublino e IBM hanno pubblicato su Nature Physics, le modalità per simulare accuratamente sistemi caotici quantistici a molti corpi, come insiemi di atomi ed elettroni, utilizzando risorse computazionali classiche per mitigare il rumore.


