Dai robot fissi agli umanoidi autonomi: Analog Devices traccia l’evoluzione della robotica industriale, dalle origini a oggi, fino alle sfide e alle opportunità della robotica intelligente.

L’articolo allegato racconta come le tecnologie di ADI stanno accelerando l’adozione della robotica e un’analisi per cercare di capire come questa plasmerà il mondo del lavoro e della produzione nei prossimi anni.

10 giugno 2026

Abilitare la mobilità autonoma nella robotica

La robotica industriale è nel pieno della sua quarta ondata di innovazione e trasformazione, che sta ridefinendo il modo in cui le merci vengono prodotte, movimentate e gestite. L’ondata iniziale aveva introdotto robot fissi e stazionari focalizzati su precisione e ripetibilità. La seconda ha riguardato la mobilità: inizialmente programmata, poi sempre più autonoma. La terza ha combinato i robot multiasse con i robot mobili autonomi, facendo nascere i manipolatori mobili. E l’attuale ondata, tuttora in fase di affermazione, porta con sé robot completamente autonomi con caratteristiche e capacità antropomorfe. Ogni fase ha segnato un salto fondamentale, espandendo le potenzialità delle macchine e dando una chiara indicazione di quanto profondamente la robotica plasmerà il nostro mondo.

L’era dell’automazione fissa

Introdotti a metà del XX secolo, i bracci robotici hanno trasformato le linee di produzione automatizzando operazioni ripetitive e di alta precisione come la saldatura e l’assemblaggio. Guidati da controllori logici programmabili (PLC) e spesso isolati dietro gabbie di sicurezza, eccellevano per velocità, coerenza ed efficienza. Sebbene rigidi e limitati a movimenti pre-programmati e nonostante fossero ciechi rispetto al mondo esterno (al di fuori del loro ristretto campo d’azione), hanno gettato le basi per l’odierna economia dell’automazione.

Liberarsi dai vincoli: il passaggio alla mobilità

La seconda ondata della robotica ha introdotto il concetto di mobilità combinato con i robot a guida autonoma. Tra gli anni ’70 e ’80, i veicoli guidati (GV) seguivano percorsi fissi segnati da nastri, cavi o bande, caratteristiche che ne hanno limitato la flessibilità. Eventuali modifiche ai movimenti comportavano costi aggiuntivi e percorsi pur sempre rigidi; ciò rendeva i GV soggetti a interruzioni e ne limitava la scalabilità. Il terzo step è stato l’avvento dei veicoli a guida automatica (AGV): hanno abbandonato binari e nastri iniziando a utilizzare sensori; sebbene gli AGV seguissero ancora percorsi predefiniti, erano caratterizzati da una maggiore flessibilità e programmabilità.

L’ascesa della mobilità autonoma

I robot mobili autonomi (AMR) hanno dato il via a un nuovo capitolo nell’evoluzione dell’automazione industriale, colmando il divario tra efficienza statica e adattabilità dinamica per poter eseguire compiti senza intervento umano.
Grazie ai progressi nelle tecnologie dei sensori, nell’intelligenza artificiale e nell’informatica, gli AMR hanno abbandonato i percorsi fissi a favore della percezione in tempo reale e della navigazione adattiva. Rispetto agli AGV, gli AMR hanno costi di installazione inferiori e offrono una maggiore flessibilità. Sfruttando tecnologie come la connettività Ethernet/GMSL™ affidabile e a bassa latenza, il Depth Sensing/LIDAR e lo SLAM (simultaneous localization and mapping), questi robot possono navigare in ambienti complessi e dinamici. Oggi, Analog Devices, Inc. (ADI) collabora con Teradyne Robotics, leader mondiale nei sistemi di automazione, per far progredire le operazioni autonome.

I robot autonomi non si muovono solo: pensano!

A differenza degli AGV, gli AMR hanno la consapevolezza del contesto (context-aware) in cui operano. Impiegano una maggiore sensorizzazione e un’elaborazione più avanzata, diventando più adattabili e simili all’uomo. Questa capacità permette loro di rilevare ostacoli, ricalcolare i percorsi dinamicamente e dare priorità ai compiti in base alle esigenze operative, migliorando così efficienza, versatilità, prestazioni e affidabilità.
Gli AMR hanno già iniziato a trasformare i settori industriali attraverso risultati tangibili: Ottimizzando le operazioni di magazzino, come il rifornimento e l’evasione degli ordini, senza necessità di supervisione manuale; abilitando la produzione just-in-time all’interno dei reparti produttivi e trasportando in sicurezza forniture negli ospedali, fornendo supporto nella cura di pazienti contagiosi. Inoltre, negli ambienti ad alto rischio, come in caso di fuoriuscite di sostanze chimiche o incendi boschivi, possono arrivare dove l’uomo non può, raccogliendo dati e garantendo la continuità operativa.
Gli AMR eccellono in contesti dinamici dove l’automazione tradizionale mostra i propri limiti. Rappresentano una vera svolta nei siti brownfield e nelle attività che richiedono frequenti riconfigurazioni. La loro capacità di condividere in sicurezza gli spazi con gli operatori umani ha aperto nuove possibilità in molteplici settori: dalla logistica ai centri di distribuzione, fino ai laboratori di ricerca.

Le sfide da affrontare

Nonostante i traguardi raggiunti nell’operatività autonoma degli AMR, rimangono ostacoli significativi. Gli ambienti ad alta variabilità richiedono percezione e ragionamento avanzati, oltre a sensori affidabili, AI ed elaborazione dati. Vi sono inoltre limiti nell’autonomia della batteria, nella capacità di carico e nell’interoperabilità rappresentano un freno alla diffusione su larga scala. Superare queste sfide richiede innovazioni audaci e uno sviluppo potenziato nei seguenti di tecnologie come:
  • Movimento: Il motion control per motori BLDC, l’hardware avanzato di navigazione e localizzazione, il software e l’AI permettono ai robot di mantenere la posizione e navigare in ambienti complessi, grazie a sensori di angolo (encoder) e unità di misura inerziale (IMU) che misurano con precisione accelerazione, orientamento e velocità angolare.
  • Percezione: Le telecamere Time-of-Flight (ToF), progettate per un rilevamento preciso della profondità, e i sensori audio, ideati per rilevare la voce umana, la presenza e l’attività, migliorano l’interazione e la coordinazione uomo-robot.
  • Alimentazione: Un’efficace gestione dell’energia e delle batterie è essenziale per garantire un funzionamento continuo, tempi di fermo minimi e prestazioni affidabili. Il monitoraggio dell’energia in tempo reale assicura che i robot abbiano carica sufficiente per completare i compiti e tornare alla stazione di ricarica, gestendo inoltre i flussi energetici tra la base mobile e i bracci robotici installati su di essa.
ADI collabora con i produttori di robot e gli utenti finali industriali per affrontare le sfide operative dei robot mobili autonomi. Il coinvolgimento diretto con gli utenti finali fornisce ad ADI informazioni fondamentali sugli ostacoli attuali e sui requisiti emergenti, accelerando l’implementazione, migliorando la scalabilità e riducendo il time-to-market per i clienti.

I manipolatori mobili

I manipolatori mobili (MoMa), la terza ondata di innovazione, combinano bracci robotici articolati con robot mobili autonomi (AMR), trasformando le piattaforme mobili da semplici sistemi di trasporto in automazioni adattive e interattive. Con sei gradi di libertà, i MoMa possono posizionare e orientare gli strumenti con precisione nello spazio tridimensionale, consentendo una manipolazione affidabile di componenti con posizioni, altezze e orientamenti variabili. Questa flessibilità riduce la dipendenza da attrezzature fisse e tolleranze ristrette, accelera l’implementazione e abilita un’automazione scalabile tra layout e mix di prodotti differenti, sbloccando flussi di lavoro la cui automazione era precedentemente impraticabile o antieconomica.

Manipolatore mobile al lavoro insieme a operatori umani nello stabilimento di produzione di chip di Analog Devices a Beaverton, Oregon.

Sono arrivati i robot umanoidi

Stiamo entrando nella quarta ondata: i robot umanoidi autonomi. Queste macchine bipedi, su ruote o multi-arto, operano in ambienti umani svolgendo compiti che richiedono destrezza e capacità decisionale. Ciò rappresenta un epocale passaggio, da un’automazione specializzata a una forza lavoro per scopi generali.
ADI collabora con i principali sviluppatori di robot umanoidi a livello mondiale, fornendo capacità percettive avanzate e sviluppando una AI fisica per consentire agli umanoidi di interagire senza problemi con le controparti umane nei settori automotive, industriale e healthcare. La tecnologia ADMT4000 di ADI, multi-giro a consumo zero, è un fattore abilitante fondamentale per gli umanoidi di prossima generazione, poiché traccia rotazioni multiple senza alcuna alimentazione elettrica. È la soluzione ideale per gli attuatori dei robot umanoidi, eliminando la necessità di re-homing all’accensione, dopo un’interruzione di corrente o la sostituzione della batteria.

Il futuro è mobile e autonomo

La direzione è chiara: l’autonomia è ormai la norma, non più l’eccezione. Gli AMR si sono evoluti da prodotti di nicchia a componenti core che guidano le operazioni intelligenti. Con oltre 100.000 unità vendute ogni anno, rappresentano il segmento del settore a più rapida crescita. Mentre guardiamo a un futuro con robot umanoidi sempre più avanzati, la mobilità e l’autonomia non sono solo le fondamenta di operazioni industriali efficienti; sono la pietra miliare di ciò che verrà.

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ADI: Accelerare il Time-To-Market e la scalabilità degli AMR con soluzioni End-To-End complete

I leader del mercato della robotica si affidano alle tecnologie core di ADI per consentire la produzione ad alto volume, scalarla in modo efficiente e abbreviare il time-to-market. ADI fornisce soluzioni e sottosistemi end-to-end completi — non solo componenti singoli — attingendo alla propria competenza in hardware, software e AI per offrire miglioramenti misurabili in aree chiave.
  • Sensing affidabile: Il portfolio ADI per il rilevamento accurato di angoli e profondità, unito a una connettività ad alta velocità e bassa latenza, semplifica la progettazione dei sistemi con soluzioni ToF 3D leader di settore, abilitando sistemi avanzati ad altissima risoluzione per ambienti industriali.
  • Gestione efficiente di alimentazione e batterie: Il portfolio power di ADI offre soluzioni più compatte e leggere, riducendo i problemi termici tipici degli spazi ristretti. Il suo sistema di gestione della batteria (BMS) leader di mercato ottimizza l’uso delle batterie, contribuendo a prolungare le ore operative, aumentare la produttività prevenendo danni e inutili tempi di fermo.
  • Comunicazioni industriali: connettività cablata e wireless: ADI fornisce sia Ethernet che GMSL (Gigabit Multimedia Serial Link) — un’interfaccia seriale ad alta velocità che trasmette video non compressi, dati e alimentazione su un unico cavo leggero, semplificando l’architettura del sistema e riducendo la latenza. Inoltre, ADI offre una delle poche reti wireless progettate per ambienti industriali gravosi e ottimizzata per bassi consumi, resilienza e scalabilità.
  • Sicurezza funzionale e certificazione: ADI aggiunge un livello di software integrato e AI per potenziare la funzionalità, velocizzare la certificazione e contribuire a garantire la sicurezza dei lavoratori.

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Trend del mercato dell’automazione e della robotica

1 milione di robot mobili spediti nel 2030¹
Si prevede che la base installata di robot mobili supererà i 4,2 milioni entro la fine del 2030, con quasi 1 milione di unità aggiunte nel solo 2030 (esclusa Amazon).¹
La carenza di manodopera rimane il principale fattore trainante della domanda di robot mobili.¹
Un recente sondaggio di McKinsey condotto su 65 top executive della logistica e della supply chain ha rivelato che il 70% prevede di investire circa 100 milioni di dollari in automazione nei prossimi cinque anni, dando priorità a velocità, stabilità dei processi e riduzione della dipendenza dalla manodopera.²
Solo il 20% dei magazzini in Nord America ha adottato una qualche forma di automazione.³
L’80% del mercato dell’automazione dei magazzini in Nord America è ancora disponibile, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) dell’automazione previsto all’8,3% per i prossimi anni.³

Riferimenti

1 Ash Sharma. “Mobile Robot Forecast Downgraded as Macro-Economic Factors Continue to Bite.” Interact Analysis, December 2024.
2 McKinsey Global Industrial Robotics Survey, 65 senior leaders and executives in automotive; food and beverage; life sciences, healthcare, and pharmaceuticals; logistics and fulfillment; and retail and consumer goods sectors, August 2022.
3 Alberto Oca, Chetan Sampat, Manju Thirtha. “Navigating Warehouse Automation Strategy for the Distributor Market.” McKinsey & Company, Sept. 2024.